Lione

Lione, eleganza e cibo di classe

Prima di iniziare a parlarvi della città, voglio spiegarvi cos’è il Grand Tour e di cosa si tratta.

In uno dei miei momenti di follia, ho deciso di partire, zaino in spalla e orari dei pullman alla mano per compiere un viaggio nelle più importanti città europee. Mi sono data due settimane, un budget limitato (molto!) e una voglia incredibile di vedere luoghi che ancora non conoscevo.

Così, sabato 19 marzo 2016, do il via alla mia avventura; partenza da Milano e arrivo a Lione.

La prima tappa è stata inizialmente una scelta forzata dal percorso, ma si è dimostrata una validissima prima meta.

Il viaggio è stato lungo e intenso, e vedere tutta quella neve al confine tra Francia e Italia, mi ha dato una vaga idea di quali fossero le temperature all’arrivo! Scendo dal pullman intorno alle due, con una fame allucinante nonostante tutti i biscotti che mi ero portata da casa, ma fortunatamente si palesa davanti a me il Mercato coperto di Lione. Un paradiso del cibo, immenso, con dei profumi che fanno girare la testa. Non so dove fermarmi, così provo un po’ di tutto!




Dalla trippa alla lionese, a una classica quiche con cipolle, fino al patè di fegato d’oca in crosta.

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Ok, lo ammetto, sono un po’ appesantita, ma si serve la carica per fare i mille gradini che mi separano dalla vetta della collina Fourviere. Prima di giungere alla fatidica ‘cima’, mi inoltro nelle vie della città, caratterizzate da bellissimi murales e da un’atmosfera di festa. Capito infatti nel giorno della banda, dove questi ragazzi suonano canzoni gioiose con strani strumenti nel piazzale della Cattedrale. Visito il Monumento storico di Francia accompagnata da una strana versione di ‘The lion sleep tonight’; quand’ecco che si innalza davanti a me la mostruosa scalinata.

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Pronta, armata di tanta forza di volontà, inizio la salita; non potete immaginare (a meno che non ci siate stati) il panorama che si ha da quassù. Stare sopra a 2000 anni di storia, con resti romani e con la miniatura della Tour Eiffel è indescrivibile.

Per non parlare della Basilica di Notre Dame de Fourviere, un capolavoro assoluto dell’architettura bizantino-romanica; i marmi, i mosaici, ma soprattutto i giochi di luce, le donano quella sacralità imponente che avevo visto solo al Sacro Cuore a Parigi.

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Luogo magico, ma è il momento di scendere, così girovago tra ponti sulla Saona e sul Rodano, i due fiumi che attraversano la città, ammiro la torre La Part- Dieu, meglio conosciuta come ‘la matita’ per la sua particolare forma; mi concedo anche l’ultimo peccato di gola, la Praluline , un pan brioche con praline rosa spezzettate!

Un solo giorno, anzi poche ore, mi sono bastate per capire l’elevato potenziale di questa città.

Bell’atmosfera, moderno che si intreccia magistralmente con lo storico e una tradizione culinaria frutto di incroci e contaminazioni; non a caso è considerata la capitale gastronomica francese ed vanta il maggior numero di ristoranti stellati dello Stato.

Per mangiare qualcosa di tipico dovete provare le bouchon, le vecchie locande usate dai lavoratori, alcune delle quali beni dell’Unesco.

Tradizione che conquista il presente; architettura che si unisce al cibo per creare un’esplosione di bellezze e sapori, fanno di Lione una città da visitare, da vivere e da scoprire.

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