Cibo a regola d’arte

Quando l’arte incontra l’alimentazione

Siamo a Milano, in una giornata nuvolosa, ma carica di aspettative. So che fa male farsene, ma sapere di incontrare le persone che hanno ispirato gli ultimi anni della tua vita è un’emozione troppo grande. Scendo dal treno a Porta Garibaldi e mi dirigo verso Piazza Gae Aulenti, dove per tre giorni si terranno gli eventi della rassegna ‘Cibo a Regola d’arte’ organizzati dal Corriere della Sera a tema Food.




Oggi è il mio giorno; incontrerò vari personaggi, ognuno dei quali avrà abbinati dei piatti e delle parole. Iniziamo a scoprirli!

Ernst Knam: Sorpresa

Quella che ci fa è proprio una sorpresa: una masterclass dedicata a un dolce particolare, ma dai sapori incredibili. Avete mai pensato di mettere acciughe, capperi e topinambur in un dolce? No?! Ernst, invece si, e mi ha lasciata senza parole. Durante le ore trascorse in sua compagnia, ho assistito alla preparazione di questo insolito dessert che combina materie prime eccezionali (cioccolato dell’Uganda, vaniglia, mango, in aggiunta ai precedenti) e una maestria che non ha paragoni. Trucchi e segreti hanno incorniciato questa lezione; che dite? Ne volete qualcuno? Va bene, sono buona oggi! Se vi avanzano i bacelli della vaniglia, non buttateli, ma fateli seccare, frullateli e usateli nelle vostre preparazioni dolci. E mi raccomando quando vi trovate davanti del pepe rosa (erroneamente chiamato così, perchè si tratta di una bacca), non consumatelo interamente, eliminate la parte centrale e utilizzate solo quella esterna!

Antonino Cannavacciuolo: Sensibilità

Più che una lezione di cucina, il suo è stato un racconto di vita, di esperienze e di crescita personale. La sua storia dovrebbe essere un esempio per tutti quelli che vorrebbero intraprendere questa carriera. Sacrifici e scelte importanti, vanno fatti quotidianamente e servono a forgiarti e a plasmare il tuo vero essere. Ne ha prese di pacche sulle spalle lo Chef, ma guardate cosa è diventato!

Caterina Ceraudo – Luca Abbruzzino: Riscoperta

Ingredienti: semplici, pochi, di gran qualità. Ecco la ricetta per un piatto  perfetto. Lo sanno bene i due chef stellati Caterina e Luca; originari della Calabria, una terra meravigliosa, con un potenziale incredibile, che però non viene apprezzata come dovrebbe. La Donna Chef 2017 presenta la sua regione con un panino sublime di ricciola, abbinato ad una maionese al pomodoro ed a una salsa agli agrumi. Luca propone una versione del risotto del mezzogiorno, senza soffritto, brodo e mantecatura; provengo dalla terra dei risotti, quindi ero un po’ titubante, ma la cremina creata dalla purea di calamari e cipolla, ha conferito quella marcia in più che mi ha fatta ricredere. In poche parole, sono riusciti a far emergere il lato migliore della loro terra con due piatti incredibili!

Davide Oldani: Memoria

Il maestro, il mio mito; vedetela come volete, ma lui è tutto. Marketing, design, architettura e soprattutto cucina, per lui non hanno segreti. L’ultima sua idea, presentata in questa occasione, è il piatto ‘destrutturato’: Filetto alla Wellington scomposto. Solo il design della stoviglia, fa presagire cose positive: sembrano cocci di qualcosa che cadendo per terra, si è frantumato. In realtà è il modo di servire il cibo del futuro: un ingrediente da una parte, un altro dall’altra, fino a comporre il risultato finale. La passione che mette nelle spiegazioni, la delicatezza e il rispetto con cui maneggia il cibo, fanno di lui un pilastro della cucina, ma anche della vita. Chissà che un giorno……………..

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